Porto Garibaldi: porto canale, pesca e Valli di Comacchio

Il primo porto del nostro giro d'Italia è quello di casa: la storia di Magnavacca e di Garibaldi, il porto canale, la radio, i pescatori e le valli dell'anguilla.

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Porto Garibaldi: porto canale, pesca e Valli di Comacchio

Con questo articolo cominciamo un giro dei porti italiani visti con gli occhi di chi va per mare e usa la radio. Abbiamo deciso di partire da casa: Porto Garibaldi è il porto della provincia di Ferrara, a poco più di cinquanta chilometri dalla nostra sede, ed è un posto che racconta bene l'Adriatico del nord. Un porto canale, una flotta di pescatori che lavora ogni giorno, un mercato ittico dove il pesce si vende all'asta appena sbarcato, e alle spalle le Valli di Comacchio, uno degli ambienti d'acqua più particolari d'Italia.

Da Magnavacca a Porto Garibaldi

La riviera del porto di Magnavacca in una xilografia del 1888
La riviera del porto di Magnavacca in una xilografia del 1888, trent'anni prima del cambio di nome.

Fino a poco più di un secolo fa questo paese si chiamava Magnavacca, e il nome sopravvive ancora nel rione storico. La sua costruzione più antica è la Torre Bianca, detta anche Torre Lambertini, una torre di guardia del Quattrocento. Le prime case in muratura arrivano intorno al Seicento; nell'Ottocento si aggiungono la dogana, la delegazione di porto, la nuova chiesa e il lazzaretto.

Il nome attuale viene da una notte di agosto del 1849. Dopo la caduta della Repubblica Romana, Giuseppe Garibaldi cerca di raggiungere Venezia, ancora assediata dagli austriaci. Il 2 agosto parte da Cesenatico con tredici barche da pesca, ma nel pomeriggio la flottiglia viene intercettata dal brigantino austriaco Oreste e da due golette. La barca di Garibaldi finisce incagliata sulla costa tra Volano e Magnavacca. A salvarlo, insieme ad Anita e al fedele Giovan Battista Culiolo detto «Leggero», è un comacchiese, Nino Bonnet. Anita, incinta e già gravemente malata, muore il 4 agosto nella fattoria Guiccioli di Mandriole, poco più a sud, vicino a Ravenna.

Nel 1884 sulla spiaggia di Magnavacca viene eretto un obelisco che ricorda lo sbarco. Nel 1919 il paese prende il nome di Porto Garibaldi. L'obelisco, spostato e restaurato, è stato inaugurato di nuovo nel 2011 sulla banchina di via Caduti del Mare, proprio davanti al porto.

Un porto che è un canale

Chi arriva da mare non trova un bacino chiuso da dighe, ma un canale. Porto Garibaldi è un porto canale: l'abitato sta sulla sponda nord, Lido degli Estensi su quella sud, e le barche si ormeggiano lungo le banchine dei due lati. Il canale è l'ultimo tratto di una via d'acqua che arriva dall'interno: storicamente il canale Pallotta lo collegava a Comacchio, oggi è anche lo sbocco dell'idrovia ferrarese, circa settanta chilometri navigabili da Pontelagoscuro, sul Po, fino al mare. Per lasciar passare le navi fluviomarittime dell'idrovia, nel 2013 sono cominciati i lavori per allargare l'imboccatura sul lato sud.

I numeri li dà il piano dei porti redatto dall'Ufficio Circondariale Marittimo. Il canale è protetto da un molo guardiano a nord lungo circa 340 metri e da una diga foranea a sud di circa 350. L'imboccatura è larga una trentina di metri e si apre fino a circa ottanta più all'interno. Il limite delle acque marittime è il ponte della statale Romea. Sulla banchina nord si concentra la vita del porto e c'è il mercato ittico; sulla sponda sud ci sono la darsena dello Squero e il Canale delle Vene, che porta al Marina degli Estensi.

Una barca a vela entra nel porto canale di Porto Garibaldi tra il molo nord e la diga sud
Una barca a vela imbocca il porto canale. Entrando si tiene la propria dritta e la precedenza spetta a chi esce.

Le regole di chi entra ed esce sono scritte nell'ordinanza sul diporto dell'Ufficio Circondariale: in porto si va alla velocità minima, si tiene la propria dritta rispetto al centro dell'imboccatura e la precedenza spetta sempre a chi esce. Il transito è regolato anche da semafori comandati dall'Ufficio. Le guide nautiche segnalano due cose che chi frequenta l'Adriatico conosce bene: l'imboccatura tende a insabbiarsi, tanto che periodicamente si deve dragare, e l'ingresso diventa impegnativo con il mare da levante e da scirocco. Prima di entrare con una barca che pesca molto conviene informarsi sui fondali aggiornati.

Di notte il riferimento è il faro, una torre cilindrica bianca di dodici metri alla radice del molo nord, accesa nel 1959. Secondo l'elenco dei fari della Marina Militare la luce sta a quattordici metri sul mare, fa quattro lampi bianchi ogni quindici secondi e si vede fino a quindici miglia.

Il faro bianco di Porto Garibaldi visto dal porto canale
Il faro di Porto Garibaldi: quattro lampi bianchi ogni quindici secondi, visibili fino a quindici miglia.

In radio, entrando a Porto Garibaldi

Qui viene la parte che ci sta più a cuore. A Porto Garibaldi ha sede un Ufficio Circondariale Marittimo della Guardia Costiera, in via Caduti del Mare, che dipende dalla Capitaneria di porto di Ravenna, sede della Direzione Marittima dell'Emilia-Romagna, e da cui dipende a sua volta l'Ufficio Locale Marittimo di Goro.

La tabella radio allegata all'ordinanza sul diporto indica l'ascolto sul canale 16 VHF: l'Ufficio di Porto Garibaldi è in ascolto dalle 8 alle 18, mentre la Direzione Marittima di Ravenna, sede del centro secondario di soccorso, e la stazione costiera Ravenna Radio ascoltano il 16 ventiquattro ore su ventiquattro. Per le emergenze in mare c'è anche il numero blu 1530 della Guardia Costiera. Gli orari sono quelli pubblicati nel 2017: prima di partire vale la pena verificarli con l'Ufficio, al numero 0533 327141.

Per i canali di lavoro di circoli e darsene le guide riportano indicazioni diverse tra loro, e noi preferiamo non scrivere un numero che non abbiamo verificato su una fonte ufficiale. La regola pratica resta quella che insegniamo a lezione: il primo contatto si fa sul 16, e chi risponde ti indica il canale su cui proseguire. Chi ha il VHF con il DSC attivo deve avere il certificato SRC; ne abbiamo parlato in dettaglio nell'articolo su patente nautica, RTF e SRC.

Un porto di pescatori

Porto Garibaldi è prima di tutto un porto da pesca. Il piano dei porti conta circa duecentootto unità da pesca con base qui, e la maggior parte, centocinquantaquattro, sono barche piccole dedicate all'allevamento e alla raccolta dei molluschi, a cominciare dalle cozze. Le altre lavorano a strascico, a volante o con le reti da posta della piccola pesca. Lungo i moli si vedono i bilancioni, i capanni da pesca con la grande rete quadrata sospesa sull'acqua, che fanno parte del paesaggio di tutta questa costa.

Il cuore del porto è il mercato ittico sulla banchina nord, gestito dalla Cooperativa della Piccola Grande Pesca. Qui il pesce si vende all'asta al ribasso, elettronica dal 1998 e dal 2020 anche online, dal lunedì al venerdì a partire dalle 15. Nel 2019 il mercato ha trattato circa 3.490 tonnellate di prodotto, per un valore di 4,2 milioni di euro, con una settantina di acquirenti. Il pesce azzurro, come alici e sardine, si vende direttamente in banchina, con circa millequattrocento casse al giorno nei periodi di pesca.

Alle spalle, le Valli di Comacchio

Uno stormo di fenicotteri in volo sulle Valli di Comacchio
Fenicotteri in volo sulle Valli di Comacchio.

Basta lasciare il porto verso l'interno per trovarsi in un altro mondo. Le Valli di Comacchio sono una laguna salmastra di acque basse, argini e canali, protetta come zona umida di importanza internazionale dalla Convenzione di Ramsar dal 1981, su circa 13.500 ettari. Fanno parte del Parco regionale del Delta del Po, istituito nel 1988, e dal 1999 il Delta è patrimonio mondiale dell'UNESCO insieme a Ferrara, nel sito che si chiama proprio «Ferrara, città del Rinascimento, e il suo Delta del Po». Dal 2015 il Delta del Po è anche Riserva della Biosfera del programma MAB dell'UNESCO.

Chi ci passa d'estate difficilmente dimentica i fenicotteri rosa, che dall'inizio degli anni Duemila nidificano nella salina di Comacchio, e i casoni, le vecchie case dei vallanti che sorvegliavano la pesca, isolate in mezzo all'acqua.

Il casone Donnabona al tramonto nelle Valli di Comacchio
Il casone Donnabona al tramonto. I casoni erano le basi dei vallanti, i pescatori delle valli.

La pesca di valle ha un protagonista: l'anguilla. Per catturarla si usa il lavoriero, uno sbarramento a forma di V costruito alle bocche che collegano le valli al mare, dove le anguille adulte restano intrappolate quando in autunno cercano di raggiungere il mare aperto. La stagione va da ottobre a gennaio. L'anguilla marinata tradizionale delle Valli di Comacchio, cotta e conservata in una salamoia di aceto, sale di Cervia e alloro, è un presidio Slow Food e si prepara ancora nella Manifattura dei Marinati di Comacchio. Ogni autunno la Sagra dell'anguilla la porta in tavola per qualche settimana tra fine settembre e ottobre.

Un lavoriero per la pesca delle anguille nelle Valli di Comacchio
Un lavoriero, lo sbarramento che intercetta le anguille dirette verso il mare.

E per chi arriva in barca da diporto

Accanto ai pescherecci c'è un porto turistico vero e proprio. Il piano dei porti conta circa 590 posti barca: il più grande è il Marina degli Estensi, sulla sponda sud lungo il Canale delle Vene, con circa trecento posti; poi ci sono l'Assonautica provinciale di Ferrara, altre darsene private e un cantiere oltre il ponte della Romea. Da aprile a ottobre dal porto partono anche le motonavi per le gite nel Delta, e due piccoli traghetti collegano le due sponde del canale.

Porto Garibaldi è un buon posto per capire perché la radio a bordo non è un accessorio: un'imboccatura che cambia con le mareggiate, una flotta di pescherecci che entra ed esce a ogni ora, il traffico delle gite e delle barche da diporto d'estate. Se vuoi navigare in queste acque con il certificato giusto, il nostro corso SRC ti prepara all'esame del Ministero, e se hai dubbi su quale certificato ti serve puoi scriverci. Nel prossimo articolo della serie andremo a vedere un altro porto italiano.

Fonti: piano di raccolta dei rifiuti dei porti di Porto Garibaldi, Goro e Gorino dell'Ufficio Circondariale Marittimo (Bollettino Ufficiale della Regione Emilia-Romagna n. 232 del 2023); ordinanza 33/2017 dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Porto Garibaldi sul diporto nautico; elenco fari della Marina Militare, scheda 4062; Centro del patrimonio mondiale UNESCO, estensione del sito di Ferrara del 1999; Convenzione di Ramsar, sito 225; Fondazione Slow Food; sito del Mercato ittico di Porto Garibaldi.
Foto: copertina «Porto Garibaldi» di Zolli, ritagliata, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0; xilografia «Riviera del porto di Magnavacca» (1888), pubblico dominio; imboccatura e faro di Carlo Pelagalli, Wikimedia Commons, CC BY-SA 3.0; fenicotteri di Vanni Lazzari, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0; casone Donnabona di ValeTom75, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0; lavoriero di Francesco-1978, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0. Licenze: CC BY-SA 4.0, CC BY-SA 3.0.

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