
Chi prepara l'esame LRC di solito si concentra sulle procedure DSC, sul NAVTEX, sui satellitari. Poi, sfogliando il programma, trova una voce che non si aspetta. Il decreto ministeriale 25 settembre 2018 n. 134, allegato 3, punto 3.6, chiede di conoscere la «geografia mondiale con le principali rotte marittime e le connesse vie di comunicazione». La stessa voce c'è nei programmi del GOC e del ROC; manca solo nell'SRC, che resta un certificato da navigazione costiera.
Non è una curiosità messa lì per riempire. Un operatore radio che segue una nave lungo una rotta deve sapere dove si trova, da chi riceverà gli avvisi ai naviganti, con quali stazioni parlerà. E le grandi rotte del mondo passano tutte da pochi punti obbligati: i canali e gli stretti. Li abbiamo messi in fila qui, con i numeri ufficiali e con quello che interessa a chi usa la radio.
Una cosa da sapere prima: le NAVAREA
Gli avvisi ai naviganti di lungo raggio, quelli che arrivano via satellite e su HF, sono organizzati dal sistema mondiale dell'IMO e dell'IHO in ventuno aree, le NAVAREA, ognuna con un paese coordinatore. Il Mediterraneo, Mar Nero compreso, è la NAVAREA III, coordinata dalla Spagna con l'Instituto Hidrográfico de la Marina di Cadice. Il Mare del Nord e il Baltico stanno nella NAVAREA I, coordinata dal Regno Unito. Il Mar Rosso è nella NAVAREA IX, che fa capo al Pakistan. I Caraibi sono nella NAVAREA IV e il Pacifico orientale nella XII, tutte e due coordinate dagli Stati Uniti. Tenere a mente questa mappa aiuta a capire perché attraversare un canale, per la radio, a volte vuol dire cambiare mondo.
Suez, la scorciatoia tra Mediterraneo e Mar Rosso

Il Canale di Suez è stato inaugurato il 17 novembre 1869, dopo quasi dieci anni di scavi. All'epoca era profondo circa otto metri e la nave più grande che poteva passare stazzava cinquemila tonnellate. Oggi, secondo l'Autorità del canale, è lungo 193,3 chilometri, ha una profondità massima di 24 metri e accetta navi con un pescaggio fino a 66 piedi. Non ha chiuse: collega Port Said, sul Mediterraneo, a Suez, sul Mar Rosso, e i due mari stanno praticamente allo stesso livello.
Il traffico è organizzato in convogli: quello diretto a sud parte alle 3:30, quello diretto a nord alle 4:00, con limiti di velocità di 16 chilometri orari per le navi normali e 14 per le petroliere. Nel 2023 il canale ha registrato il suo record con 26.434 navi in transito. Nel 2024 le navi sono scese a 13.213, la metà, perché gli attacchi nel Mar Rosso hanno spinto molti armatori a girare intorno all'Africa. È un buon esempio di come la geografia delle rotte non sia una cosa fissa: basta una crisi in uno stretto e le navi cambiano strada, e con la strada cambiano le stazioni radio e le NAVAREA che attraversano.

Il canale è passato all'Egitto con la nazionalizzazione del 26 luglio 1956. E tutti ricordano marzo 2021, quando la portacontainer Ever Given si mise di traverso e bloccò il passaggio per sei giorni, con centinaia di navi ferme in attesa ai due imbocchi. Per chi studia l'LRC la cosa interessante è un'altra: una nave che va da Port Said a Suez esce dalla NAVAREA III ed entra nella IX. Cambiano il coordinatore e gli avvisi da tenere d'occhio sul ricevitore.
Panama, dove le navi salgono sopra una montagna

Il Canale di Panama è tutto l'opposto di Suez. È lungo circa 80 chilometri ma non è un fossato a livello del mare: un sistema di chiuse solleva le navi fino al lago Gatún, circa 26 metri più in alto, e le riporta giù dall'altra parte. Le chiuse originali sono tre, Gatún sul lato dei Caraibi, Pedro Miguel e Miraflores sul lato del Pacifico. Il primo transito ufficiale lo fece il piroscafo Ancon il 15 agosto 1914; la grande festa prevista fu annullata perché in Europa era appena scoppiata la guerra.
Il 26 giugno 2016 sono state inaugurate le nuove chiuse, quelle per le navi neopanamax, e il primo a passarci è stato il portacontainer Cosco Shipping Panama. Secondo le regole dell'Autorità del canale oggi possono transitare navi lunghe fino a 370,33 metri e larghe fino a 51,25. Nell'anno fiscale chiuso a settembre 2025 i transiti sono stati 13.404, quasi il venti per cento in più dell'anno prima, quando la siccità aveva abbassato il lago e costretto a ridurre i passaggi.
Qui la radio è scritta nero su bianco. L'Autorità del canale impone a ogni nave in transito un VHF che lavori sui canali internazionali 12, 13 e 16. Le navi senza pilota a bordo si mettono in contatto con le stazioni di segnalazione di Flamenco, sul lato Pacifico, o di Cristóbal, sul lato Atlantico. E anche Panama è un passaggio tra due NAVAREA: i Caraibi stanno nella IV, il Pacifico nella XII, entrambe coordinate dagli Stati Uniti.
Kiel, la scorciatoia del Nord Europa

Molti non lo mettono nemmeno nella lista, eppure il canale di Kiel, che i tedeschi chiamano Nord-Ostsee-Kanal, si presenta come la via d'acqua artificiale per navi marittime più trafficata del mondo. Collega il Mare del Nord, all'altezza dell'estuario dell'Elba, con il Baltico nel fiordo di Kiel. È lungo 98,6 chilometri e fa risparmiare circa 260 miglia rispetto al giro intorno alla punta della Danimarca, lo Skagen. Lo inaugurò l'imperatore Guglielmo II il 21 giugno 1895 con il nome di Kaiser-Wilhelm-Kanal, che restò fino al 1948.
Ha chiuse alle due estremità, a Brunsbüttel e a Kiel-Holtenau, e nel 2025 ci sono passate 22.262 navi. Per chi studia la radio è il canale più istruttivo di tutti, perché l'ente che lo gestisce pubblica una suddivisione precisa in settori VHF che bisogna ascoltare per tutto il transito. Kiel Canal I lavora sul canale 13 nella zona delle chiuse di Brunsbüttel, Kiel Canal II sul 2 fino a Breiholz, Kiel Canal III sul 3 da Breiholz a Holtenau, Kiel Canal IV sul 12 nella zona delle chiuse di Kiel. Si entra e si esce dalla NAVAREA I, dove il Baltico ha una sua sottoarea coordinata dalla Svezia.
Corinto, una lama nella roccia

Il canale di Corinto è il più vicino a noi e il più spettacolare da vedere: una fenditura dritta nell'istmo che separa il Peloponneso dal resto della Grecia, tra il golfo di Corinto e il golfo Saronico. Fu inaugurato il 25 luglio 1893, dopo undici anni di lavori. Secondo il regolamento ufficiale è lungo 6.343 metri, è largo 24,6 metri al livello del mare e 21 sul fondo, ha una profondità di 8 metri sull'asse e due ponti sommergibili alle estremità, che si abbassano sott'acqua per lasciar passare le navi.
Con queste misure le grandi navi non ci passano: il gestore indica un pescaggio massimo di 6,5 metri e una larghezza massima di 22,5. Ci transitano soprattutto barche da diporto, navi da crociera piccole e mercantili di taglia ridotta, spesso a rimorchio. Siamo nella NAVAREA III, la stessa dell'Italia.
Il Bosforo e i Dardanelli, stretti e non canali

Agli esami capita che qualcuno li chiami canali, ma il Bosforo e i Dardanelli sono stretti naturali. Insieme al Mar di Marmara formano il passaggio tra il Mar Nero e l'Egeo, e sono l'unica via d'uscita per le navi dei porti del Mar Nero. Secondo l'amministrazione turca per la sicurezza costiera lo stretto di Istanbul è lungo 17 miglia, il Mar di Marmara 110 e lo stretto di Çanakkale, cioè i Dardanelli, 37. Tutto il sistema è coperto da un servizio di controllo del traffico e di pilotaggio.
Il traffico è enorme: nel 2025 il ministero dei trasporti turco ha contato 84.640 transiti, più di quarantamila nel solo Bosforo, che attraversa una città di quindici milioni di abitanti con curve strette e correnti forti. Il passaggio delle navi mercantili è regolato dalla Convenzione di Montreux del 1936. E anche qui siamo nella NAVAREA III: dal punto di vista degli avvisi ai naviganti il Mar Nero fa parte del Mediterraneo.
Come studiarli per l'esame
Il modo più efficace è prendere un planisfero e tracciare le grandi rotte: dall'Europa all'Asia per Gibilterra, Suez e il Mar Rosso, e in alternativa intorno al Capo di Buona Speranza; dall'Atlantico al Pacifico per Panama; dal Mare del Nord al Baltico per Kiel; dal Mediterraneo al Mar Nero per i Dardanelli e il Bosforo. Poi, sulla stessa carta, si segnano i confini delle NAVAREA e si guarda dove la rotta ne attraversa uno. È esattamente quello che il programma chiama «connesse vie di comunicazione», e sapere che entrando nel Mar Rosso si passa sotto un altro coordinatore vale più di dieci date imparate a memoria.
Nel nostro corso LRC la geografia la facciamo così, sulla carta e insieme agli apparati, perché all'esame le due cose vanno di pari passo. Il corso prepara all'esame davanti alla commissione del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che è l'ente che rilascia il certificato. Se lavori sulle navi mercantili la voce è la stessa nel programma del GOC. Per qualsiasi dubbio su quale certificato ti serve puoi scriverci.
Fonti: decreto ministeriale 25 settembre 2018 n. 134, allegati 1, 2, 3 e 4 (Ministero delle Imprese e del Made in Italy); IMO, COMSAR.1/Circ.58/Rev.1, elenco dei coordinatori NAVAREA; Suez Canal Authority, caratteristiche del canale e regole di navigazione; Autorità del Canale di Panama, avviso N-1-2025 sui requisiti delle navi e dati dell'anno fiscale 2025; Generaldirektion Wasserstraßen und Schifffahrt, scheda del Nord-Ostsee-Kanal e foglio informativo per la navigazione da diporto; regolamento e brochure 2026 del gestore del canale di Corinto; Direzione generale per la sicurezza costiera della Turchia. I dati di traffico 2024 e 2025 di Suez, Kiel e degli stretti turchi sono quelli diffusi dalle rispettive autorità e riportati dalla stampa di settore.
Foto: copertina «Miraflores Locks, Panama» di Ivo Kruusamägi, ritagliata, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0; portacontainer a Suez di Aah-Yeah, Wikimedia Commons, CC BY 2.0; Ever Given dalla ISS, NASA, pubblico dominio; chiuse di Miraflores di Adam Jones, Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0; canale di Kiel di Torsten Behrens, Wikimedia Commons, CC BY 2.0; canale di Corinto di Julien Seguinot, ritagliata, Wikimedia Commons, CC BY-SA 2.0; Bosforo di Ank Kumar, Wikimedia Commons, CC BY-SA 4.0. Licenze: CC BY-SA 4.0, CC BY-SA 2.0, CC BY 2.0.
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