Abbiamo rifatto i nostri simulatori GMDSS: più veloci, più fedeli, e due apparati in più

Il motore ora gira sul nostro server, il browser disegna soltanto. In aula e a casa cambia tutto, tranne i tasti.

·Universo GMDSS Italia

Abbiamo rifatto i nostri simulatori GMDSS: più veloci, più fedeli, e due apparati in più

Per un paio d'anni i simulatori sono stati la parte dei nostri corsi di cui andavamo più fieri e, allo stesso tempo, quella che ci dava più pensieri. Funzionavano, gli allievi li usavano, all'esame arrivavano preparati. Però ogni tanto qualcuno ci scriveva che dal tablet il VHF rispondeva a scatti, oppure che l'immagine sul suo schermo non era la stessa che vedeva l'istruttore in aula. Il motivo lo sapevamo: tutto il calcolo girava dentro il browser di ciascuno, e un browser su un telefono di tre anni fa non è quello di un computer da scrivania.

A settembre abbiamo deciso di smontarli e rifarli. Non una ripassata, un lavoro da capo.

Cosa è cambiato sotto il cofano

La differenza principale è dove gira il motore. Oggi l'apparato vero e proprio, con i suoi menu, i suoi tempi e le sue regole, vive sul nostro server. Il browser riceve soltanto la fotografia dello schermo da disegnare e rimanda indietro i tasti premuti. Una pressione va e torna in pochi centesimi di secondo, e la stessa identica immagine la vedono l'allievo sul suo iPad e l'istruttore sulla lavagna in aula. Non c'è nulla da installare, non c'è una versione da aggiornare, non c'è il collega che ha ancora quella vecchia.

Il secondo cambiamento riguarda la fedeltà. Avevamo già ricostruito gli apparati dalle fotografie, ma questa volta siamo ripartiti dai manuali ufficiali dei costruttori e dalle foto scattate in sede d'esame, pagina per pagina. Sono venute fuori cose che prima non c'erano: l'orologio del NAVTEX che parte da zero all'accensione quando non c'è il GNSS, la riga blu del firmware che si trova davvero sul banco d'esame, l'ordine esatto delle voci nei menu del CU5100. Dettagli piccoli, ma sono proprio quelli che il giorno dell'esame fanno la differenza tra una mano sicura e una che cerca.

Gli apparati, uno per uno

Il VHF è il SAILOR RT5022, quello che si trova in esame, affiancato dal 6222 per chi lo incontra a bordo. Ci sono le chiamate individuali, di gruppo e a tutte le navi, il distress con natura e posizione, il relay, il registro delle chiamate, la scansione e il dual watch. Per le aree A2 e A3 c'è il SAILOR CU5100, con la telefonia SSB, il DSC sui 2187,5 kHz e sulle frequenze HF e la veglia sulle sei frequenze. L'Inmarsat-C è il TT-3606E Capsat con lo schermo di ottanta colonne per venticinque righe, la tastiera e il distress alert. L'Iridium è il Lars Thrane LT-3100S, con la sequenza del Distress Alert così come la documenta il manuale, i messaggi di sicurezza e gli avvisi SafetyCast.

I due apparati nuovi sono il NAVTEX e il radar. Il NAVTEX è il SAILOR 6391, cioè il ricevitore 6390 comandato dal pannello touch 6004, che è il modo in cui lo si usa all'esame: le liste dei messaggi non letti, contrassegnati e di tutti, la lettura con stazione, frequenza e numero di serie, i filtri per stazioni e tipi di messaggio, i popup e l'allarme per i messaggi di ricerca e soccorso. Le stazioni e i testi che arrivano sono quelli reali della NAVAREA III, Mondolfo e La Maddalena comprese. Il radar è il FURUNO FAR-2228 con la sua tastiera RCU-014: gli echi sono generati in tempo reale, il GAIN e i comandi contro il mare e la pioggia cambiano davvero l'immagine, ci sono i modi di presentazione, EBL e VRM e il tracking ARPA con CPA e TCPA. Il radar va oltre il programma GMDSS, lo sappiamo, ma chi passa da noi per il GOC spesso ci chiede anche quello, e adesso possiamo rispondere di sì.

In aula: il pannello dell'istruttore

La parte che ci piace di più è quella che si vede meno. Ogni simulatore ha un pannello riservato all'istruttore, da cui si lancia una scena mentre l'allievo è davanti all'apparato. Arriva una chiamata di distress sul canale 70, arriva un avviso di burrasca sul NAVTEX, compare un bersaglio sulla prua a sette miglia. L'allievo deve accorgersene e fare la cosa giusta, con i tempi giusti, e noi vediamo sullo schermo ogni tasto che preme, nell'ordine in cui lo preme. È il modo migliore che abbiamo trovato per correggere un'abitudine prima che diventi un errore all'esame.

A casa: il pannello delle esercitazioni

Sotto ogni apparato c'è anche un pannello più semplice, che l'allievo usa da solo. Sceglie uno scenario, lo ripete finché non gli viene naturale, lo cambia. L'accesso avviene con un codice a tempo che consegniamo agli iscritti, e funziona da computer, da tablet e, con qualche compromesso sulle dimensioni, anche dal telefono. Ci è capitato di vedere allievi che la sera prima dell'esame ripassavano la sequenza del distress sul divano. Non è la cosa più romantica del mondo, ma il giorno dopo le mani sapevano dove andare.

Per chi non è nostro allievo

I simulatori restano riservati a chi frequenta i corsi, perché sono uno strumento didattico e non un gioco. Le scuole nautiche e i centri di formazione che vogliono usarli nelle proprie aule possono però noleggiarli, con il pannello istruttore e le postazioni per gli allievi. La pagina Simulatori di questo sito li descrive uno per uno, e il reparto simulazione vero e proprio sta su corsigmdss.it.

Non è un lavoro finito, e non lo sarà mai del tutto. Nei prossimi mesi registreremo in aula i suoni veri degli apparati, allargheremo gli scenari e metteremo mano a quello che gli allievi ci segnaleranno. Se usate i simulatori e trovate qualcosa che non torna, scriveteci: finora le osservazioni migliori sono arrivate da chi era lì a premere i tasti.

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